ROMA - La Lega Calcio vuole diventare la Confindustria del pallone e per questo sta per ingaggiare un importante manager di quell’area: è Maurizio Beretta, milanese, classe ’55, giornalista, per quattro anni direttore generale a viale dell’Astronomia a fianco di Luca di Montezemolo. Lo hanno scelto (all’unanimità) i club di serie A che si sono riuniti oggi a Milano (17 su 20, assenti Fiorentina, Lecce e Cagliari).
Beretta è stato consigliato anche dalla Juventus (che non vuol dire Montezemolo) e dall’Inter. Più defilato il Milan: Adriano Galliani, in passato, non era mai stato entusiasta all’idea di un supermanager. Comunque, la scelta è stata fatta, e sarà importante in vista dei nuovi assetti della Lega. Beretta dovrebbe gestire i nuovi diritti tv (almeno 900 milioni all’anno, e per sei stagioni), la privatizzazione degli stadi, la legge sul merchandising, eccetera.
Il 6 marzo si vota, ma nella riunione di oggi è stato deciso appunto di dotare, per la prima volta, la Lega Calcio di “figura manageriale in grado di affrontare con competenza e professionalità le sfide dei prossimi anni”. L’identikit, appunto, di Beretta (vedi Spy Calcio del 19 febbraio). Ancora titubante nei giorni scorsi, l’ex direttore generale di Confindustria ora sta per sciogliere la riserva. Vuole garanzie. Il suo sì però sembra (quasi) certo.
L’assemblea informale dei presidenti di serie A, promossa da Maurizio Zamparini e alla quale ha partecipato anche Enrico Preziosi (che è attualmente inibito: come può entrare negli uffici della Lega?) ha quindi deciso che il presidente del futuro avrà solo un “ruolo di rappresentanza istituzionale” e il “trasferimento delle competenze economiche e di indirizzo strategico dal Consiglio di Lega alle assemblee di categoria” (peraltro già previsto dall’attuale statuto, ndr). Zamparini ha spiegato che le società di A intendono andare “verso una nuova Lega, a gestione manageriale”. Aggiungendo: “Serve un manager alle nostre dipendenze, così se non va bene lo licenziamo…”. Beretta sarà di sicuro contento. “Abbiamo chiesto a Matarrese di aiutarci – ha detto Enrico Preziosi, n.1 del Genoa rivelazione – nel momento di transizione e lui lo farà. Manterrà il suo posto finché il cambiamento non sarà completato. Credo che individueremo la figura del manager – una sorta di amministratore delegato – entro fine anno, non abbiamo la fregola di farlo domani mattina”.
L’interpretazione più diffusa è quella di un punto a favore del presidente della Juve Cobolli. In realtà, il club bianconero ha espresso la sua irritazione per questa riunione informale che di fatto è un’operazione ostile a Galliani e al Milan.
Il 5 marzo, alla vigilia dell’ultimo giorno utile per il rinnovo delle cariche in Lega, ci sarà un’altra riunione, stavolta allargata a tutte le 42 società del calcio professionistico per illustrare il progetto e affrontare le scelte dei consiglieri federali (via libera a Cobolli Gigli).
Il 6 marzo ci sarà invece l’assemblea elettiva che a questo punto dovrebbe prorogare il mandato di Antonio Matarrese come presidente a termine e rinnovare le cariche di consiglieri. “Queste sono le intenzioni, poi – avverte Preziosi – se ci sarà qualche ritardo non sarà un problema perché le scadenze non reggono davanti a cambiamenti epocali”. Insomma, possibile anche che il 6 marzo non se ne faccia nulla: possibile che i presidenti prendano ancora tempo. Ma il dado ormai è tratto. La Lega diventa Confindustria.
fonte: Repubblica