Rizzoli retrocesso?

Rizzoli rischia di essere retrocesso in Serie B. Non ci sta il presidente Abete che non ha perdonato l’evidente errore del fischietto bolognese nel posticipo Inter – Roma.

Collina, stando alla Gazzetta dello Sport, tenterà di tutelare Rizzoli “retrocedendolo” in serie B.

Rizzoli non è nuovo a polveroni, lo scorso anno, lasciò impunito Totti, dopo essere stato mandato platealmente a quel paese per ben 3 volte.

Staremo a vedere cosa succederà, speriamo solo che si faccia la cosa giusta, tutelando sia gli arbitri sia tifosi e sia i giocatori.

Rijkaard contatti con il Milan

Roma, 3 mar. – Non solo Leonardo. Si è fatto anche il nome di Frank Rijkaard come possibile sostituto sulla panchina del Milan di Carlo Ancelotti. “Abbiamo molti contatti con il Milan – ha detto Perry Overeem, l’agente dell’allenatore olandese, a calciomercato.it – ma non per questo motivo. Non si è parlato di lui come futuro tecnico del Milan”. Ma “se il Milan dovesse mostrare interesse e proporci qualcosa, valuteremmo il tutto con estrema attenzione. Frank è stato un grande giocatore del club e questo potrebbe influenzare le sue scelte”.

In rossonero, però, potrebbe ritrovare Ronaldinho… Secondo Overeem non sarebbe un problema, perchè tra i due non ci sono stati cattivi rapporti nemmeno ai tempi di Barcellona. “Ronaldinho è un giocatore fantastico. Insieme hanno vinto la Champions League nel 2006 e Frank lo ammira tantissimo”.

La lega chiama un manager

ROMA - La Lega Calcio vuole diventare la Confindustria del pallone e per questo sta per ingaggiare un importante manager di quell’area: è Maurizio Beretta, milanese, classe ’55, giornalista, per quattro anni direttore generale a viale dell’Astronomia a fianco di Luca di Montezemolo. Lo hanno scelto (all’unanimità) i club di serie A che si sono riuniti oggi a Milano (17 su 20, assenti Fiorentina, Lecce e Cagliari).

Beretta è stato consigliato anche dalla Juventus (che non vuol dire Montezemolo) e dall’Inter. Più defilato il Milan: Adriano Galliani, in passato, non era mai stato entusiasta all’idea di un supermanager. Comunque, la scelta è stata fatta, e sarà importante in vista dei nuovi assetti della Lega. Beretta dovrebbe gestire i nuovi diritti tv (almeno 900 milioni all’anno, e per sei stagioni), la privatizzazione degli stadi, la legge sul merchandising, eccetera.

Il 6 marzo si vota, ma nella riunione di oggi è stato deciso appunto di dotare, per la prima volta, la Lega Calcio di “figura manageriale in grado di affrontare con competenza e professionalità le sfide dei prossimi anni”. L’identikit, appunto, di Beretta (vedi Spy Calcio del 19 febbraio). Ancora titubante nei giorni scorsi, l’ex direttore generale di Confindustria ora sta per sciogliere la riserva. Vuole garanzie. Il suo sì però sembra (quasi) certo.

L’assemblea informale dei presidenti di serie A, promossa da Maurizio Zamparini e alla quale ha partecipato anche Enrico Preziosi (che è attualmente inibito: come può entrare negli uffici della Lega?) ha quindi deciso che il presidente del futuro avrà solo un “ruolo di rappresentanza istituzionale” e il “trasferimento delle competenze economiche e di indirizzo strategico dal Consiglio di Lega alle assemblee di categoria” (peraltro già previsto dall’attuale statuto, ndr). Zamparini ha spiegato che le società di A intendono andare “verso una nuova Lega, a gestione manageriale”. Aggiungendo: “Serve un manager alle nostre dipendenze, così se non va bene lo licenziamo…”. Beretta sarà di sicuro contento. “Abbiamo chiesto a Matarrese di aiutarci – ha detto Enrico Preziosi, n.1 del Genoa rivelazione – nel momento di transizione e lui lo farà. Manterrà il suo posto finché il cambiamento non sarà completato. Credo che individueremo la figura del manager – una sorta di amministratore delegato – entro fine anno, non abbiamo la fregola di farlo domani mattina”.

L’interpretazione più diffusa è quella di un punto a favore del presidente della Juve Cobolli. In realtà, il club bianconero ha espresso la sua irritazione per questa riunione informale che di fatto è un’operazione ostile a Galliani e al Milan.

Il 5 marzo, alla vigilia dell’ultimo giorno utile per il rinnovo delle cariche in Lega, ci sarà un’altra riunione, stavolta allargata a tutte le 42 società del calcio professionistico per illustrare il progetto e affrontare le scelte dei consiglieri federali (via libera a Cobolli Gigli).

Il 6 marzo ci sarà invece l’assemblea elettiva che a questo punto dovrebbe prorogare il mandato di Antonio Matarrese come presidente a termine e rinnovare le cariche di consiglieri. “Queste sono le intenzioni, poi – avverte Preziosi – se ci sarà qualche ritardo non sarà un problema perché le scadenze non reggono davanti a cambiamenti epocali”. Insomma, possibile anche che il 6 marzo non se ne faccia nulla: possibile che i presidenti prendano ancora tempo. Ma il dado ormai è tratto. La Lega diventa Confindustria.

fonte: Repubblica

Abete: Italia interessata ad Euro 2016

“Italia interessata aEuro2016? Si’, naturalmente perche’ non possiamo sottrarci al confronto con la competizione internazionale”. Lo ha dichiaratoil presidente della Figc Giancarlo Abete, intervenuto a Radio Anch’io Lo Sport. “Il termine della presentazxione e’ il 9 dimarzo e noi ne parleremo proprio in consiglio federale”. Un altro appuntamento importante per Abete e’ quello del 23 marzocon il rinnovo delle cariche federali. “Negli 8 giorni precedenti al 23 occorrera’ presentare un programma con lefirme che legittimino la candidatura, io lo presentero’ e al momento c’e’ un percorso condiviso. Cerchero’ di rendere contodell’attivita’ di questi due anni e di proiettare il calcio italiano a un quadriennio futuro meno traumatico di quello checi siamo lasciati alle spalle”. Il calcio italiano ha dato la disponibilita’ all’International board per sperimentare gliarbitri di linea. “Siamo disponibili e lo faremo presente alla Fifa e alla Uefa – spiega Abete – dipendera’ da questiorganismi internazionali decidere i soggetti che saranno individuati. Il calcio italiano ha il desiderio e la volonta’di proporsi come oggetto di sperimentazione, che non significa condivisione, come per i due arbitri in Coppa Italia. I due arbitri di linea avrebbero visto cio’ che e’ avvenuto ieri a San Siro? Alla fine della partita le valutazioni dei duetecnici sono state opposte e un elemento di riflessione questo lo porta. Quella di ieri sera e’ una situazione in cui lacomplessita’ della decisione non so quanto sarebbe stata supportata dall’arbitro di linea. Chi prevarra’ tra gli arbitriin caso di decisione contraria? Ci vuole la capacita’ di fare sintesi e di assumersi delle responsabilita’. Rimane centralela figura dell’arbitro, ma e’ fondamentale che non si sia confusione sui ruoli ma chiarezza nelle decisiooni prese”.